Approfondimenti

Addio a Paolo Rossi: simbolo della Juventus di Trapattoni

Paolo Rossi è venuto a mancare il 9 dicembre 2020. Ha vinto tanto anche con la maglia della Juventus in cinque stagioni

Il 2020 sembra non aver finito di dare le sue brutte notizie: Paolo Rossi è morto, simbolo del calcio italiano degli anni 80′. Nella notte di giovedì 10 dicembre è arrivata la conferma dalla moglie Federica, che lo ricorda sul suo profilo Instagram. L’indimenticabile “Pablito Mundial” nel 1982, anno in cui ha vinto anche il Pallone d’oro, ha collezionato molti trionfi anche con la maglia della Juventus.

Paolo Rossi e gli anni alla Juventus

Paolo Rossi comincia a vestire la maglia bianconera nel 1972, all’età di sedici anni, nonostante la paura dei genitori a vederlo giocare con i problemi fisici legati alle sue ginocchia. Il suo esordio in prima squadra arriva nel 1974 in Coppa Italia contro il Cesena: qui Rossi comincia a giocare con Dino Zoff, Claudio Gentile e Franco Causio, con i quali poi avrebbe vinto i mondiali di Spagna nel 1982. Il giovane ragazzo di Prato però lascia Torino dopo una serie di infortuni per vestire la maglia del Como e poi del Perugia.

Nel 1980 arriva una bruttissima notizia: la Corte di Giustizia Federale decide di squalificare per due anni il giovane Paolo Rossi per lo scandalo Totonero. L’accusa è aver truccato la partita Avellino-Perugia, nella quale il giovane attaccante ha realizzato anche una doppietta. Nonostante la voglia di lasciare l’Italia per l’accaduto, Paolo Rossi torna a Torino e contribuisce subito a vincere il suo primo scudetto in bianconero nel 1982, il ventesimo della storia della Juventus.

Sotto la guida di Giovanni Trapattoni, Paolo Rossi ha aiutato la Juventus a vincere un altro scudetto nella stagione 1983/84, una Coppa Italia nel 1982/83, una Coppa delle Coppe nel 1983/84, una Supercoppa Europea nel 1984 e una Coppa dei Campioni nel 1985.

I suoi anni alla Juventus terminano nel 1985 quando Paolo Rossi decide di andare al Milan: lì ha passato la sua penultima stagione da giocatore. La carriera del centravanti finisce però al Verona quando nel 1987 decide di lasciare il calcio giocato all’età di 31 anni.

Il più bel trionfo della sua carriera: il Mondiale di Spagna 1982

Paolo Rossi è un grande simbolo degli anni ’80, decennio difficile per l’Italia, il paese che è riuscito a riscattarsi al Mondiale di Spagna del 1982. In quell’estate infatti la nazionale guidata da Bearzot parte in sordina e lo stesso Rossi si sblocca proprio nella seconda parte del torneo. Il suo modo di giocare era da centravanti da area di rigore che viveva per il gol. Fondamentali le sue reti nella competizione mondiale: prima il gol contro l’Argentina, poi la tripletta al Brasile e una doppietta contro la Polonia. Suo il primo gol nella rocambolesca finale contro la Germania che poi ha portato alla grande gioia italiana, con il presidente della Repubblica Sandro Pertini sugli spalti a festeggiare la vittoria azzurra.

In quell’estate Bearzot era stato criticato per aver convocato un giocatore come Paolo Rossi che stava finendo di scontare la squalifica: la forza del numero 20 però ha trascinato i suoi alla vittoria dell’Italia. In quello stesso anno, Pablito ha raggiunto uno dei suoi più grandi traguardi: vincere il Pallone d’oro.

Insieme a Baggio e Vieri, Paolo Rossi detiene il record di gol azzurro ai Mondiali con nove reti; è stato il primo giocatore a vincere nello stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere e il Pallone d’oro.

Il 2020 purtroppo ha colpito ancora e un’altra grande leggenda del calcio ci lascia: Paolo Rossi mancherà a tanti, soprattutto a tutti quelli che sono rinati dopo i Mondiali di Spagna che hanno acceso di nuovo la speranza di farcela.

Paolo Rossi nazionale Italia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *