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Addio Maradona: la sua Napoli e le grandi sfide alla Juventus

La morte di Maradona ha scosso tutto il mondo calcistico. Genio e sregolatezza di un mito immortale che diventa leggenda

Se è vero – come disse una volta Federico Buffa – che il calcio è l’esperanto del pianeta, mercoledì pomeriggio 25 novembre abbiamo perso un mito che contribuì a rendere la lingua del fútbol universale. Sono innumerevoli i messaggi di cordoglio per la morte di Diego Armando Maradona e giungono da ogni angolo del mondo.

Tutti hanno voluto rendere omaggio al fuoriclasse argentino: dai colleghi calciatori alla stampa, dagli uomini di spettacolo fino agli esponenti della politica mondiale. Spicca fra tutti la prima pagina del quotidiano sportivo francese LÉquipe. Il titolo che è stato scelto è il seguente: Dieu est mort”. “Dio è morto”. Anche la Juventus ha voluto ricordare Maradona. Lo ha fatto pubblicando nei suoi profili social il video della punizione “impossibile” con cui el pibe de oro segnò ai bianconeri nella gara valevole per nona giornata del campionato 1985/86.

Diego Armando Maradona e la sua Napoli

A seguito della morte di Maradona, il sindaco di Napoli stesso si stia adoperando per intitolare lo stadio “San Paolo” al campione argentino. Maradona, con la maglia del Napoli, ha segnato 115 gol in 259 partite e ha vinto svariati trofei fra cui spiccano due scudetti. Probabilmente, però, per spiegare il rapporto viscerale ed eterno che lega la città di Napoli a Maradona, le parole e i numeri non bastano.

Il 5 luglio 1984 l’arrivo di Maradona a Napoli fu accolto da una folla festante di 80000 persone che, in lui, avrebbero trovato un figlio. Particolarmente toccante in questo momento riascoltare le testimonianze dei tifosi napoletani che, in Maradonapoli, un documentario del 2017 dedicato a Maradona, lo definiscono “un personaggio del popolo”, un mito che ha generato uno “spirito di rivincita” e di riscatto della città intera. In questo senso, sono particolarmente pertinenti le parole che il noto giornalista di Sky, Paolo Condò, utilizzò per fare il ritratto di Maradona nel suo libro “La storia del calcio in 50 ritratti”:

“Un ribelle che guida l’assalto ai palazzi della tradizione – quelli che vincono sempre – e li scuote fin nelle fondamenta”.

Le indimenticabili sfide contro la Juventus

Già a partire dalla prima stagione al Napoli, Maradona diventa leader della squadra e idolo dei tifosi con 14 reti in 30 presenze. È però nella stagione successiva che il Napoli può permettersi di lottare dichiaratamente per lo scudetto, infastidendo in particolare la Juventus. Di straordinario fascino è infatti il testa a testa fra i bianconeri di Platini e gli azzurri di Maradona.

In uno dei numerosi confronti fra queste due squadre, Maradona scrisse una pagina di storia con un gesto tecnico senza tempo. È il 3 novembre 1985 e la Juventus è reduce da otto vittorie consecutive. Al 72’ minuto, viene fischiato un calcio di punizione a due in area a favore del Napoli: la parabola del pallone calciato da Maradona è morbida ed elegante e, nonostante una distanza molto ravvicinata, si insacca in rete.

In quell’anno, il Napoli chiude in terza posizione ma è solo il preludio di una grande impresa. Nella stagione 1986/87, infatti, Maradona e compagni portano a casa il primo scudetto. In entrambe le gare contro la Juventus di Platini, il Napoli vince con merito (3 a 1 in trasferta e 2 a 1 in casa). La vittoria a Torino mancava da 29 anni. Da segnalare, naturalmente, anche il mondiale messicano del 1986 in cui l’Argentina trionfò, portando in patria la sua prima e unica Coppa del mondo.

Nella stagione 1987/88, nonostante le 15 reti di Maradona, il Napoli non riesce a ripetere l’impresa, cedendo lo scettro di campione d’Italia al Milan di Sacchi. In quel campionato, come in quello successivo, Juventus e Napoli ottennero un successo per parte. Da segnalare però che, oltre ai confronti in campionato, si devono annoverare in questo caso anche quelli in coppa Uefa. Dunque, nel doppio confronto, fu il Napoli di Maradona a prevalere dopo la vittoria della Juve per 2 a 0 all’andata.

L’ultimo grande atto di Maradona a Napoli fu il secondo scudetto, ottenuto nella stagione 1989/90. In quest’occasione, Maradona siglò ben 16 reti, trascinando i suoi compagni con una doppietta nella gara con la Juventus al San Paolo, conclusasi per 3 a 1.

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