Andrea Pirlo allenatore Juventus
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Juventus, primi problemi per Pirlo: poca personalità e giocatori confusi

Dopo il pareggio contro il Benevento, la Juventus di Pirlo attraversa un momento di crisi. L’allarme lanciato sulle pagine del Corriere della Sera sottolinea le difficoltà dello staff tecnico e la confusione dei giocatori

Il secondo pareggio in trasferta contro una neopromossa ha fatto scattare l’allarme in casa Juventus. Dopo il Crotone, anche il Benevento riesce a strappare un punto ai campioni d’Italia. L’assalto finale senza brillantezza e la manovra tutt’altro che fluida evidenziano i primi dubbi sulla gestione Pirlo.

L’entusiasmo in casa Juventus, dopo la sorprendente scelta di affidare la panchina ad Andrea Pirlo, sembra essersi affievolito sia tra i tifosi che tra i giocatori. Sicuramente è ancora troppo presto per parlare di una vera crisi bianconera, tuttavia sono tanti i dubbi tra gli addetti ai lavori, nati dopo le recenti prestazioni non convincenti. Non si tratta solo di problemi di natura tattica, ma a quanto pare anche di comunicazione fra lo staff tecnico e il gruppo squadra.

Il rendimento della Juventus

Il cammino dei bianconeri finora in campionato e coppa, in fin dei conti, potrebbe essere considerato anche positivo: imbattuti e miglior difesa in Serie A, una solo sconfitta e qualificazione agli ottavi in Champions. Ma il valore delle avversarie e le prestazioni fornite dalla squadra fanno comunque discutere.

Cinque pareggi (con Benevento, Crotone, Verona, Lazio, Roma) in nove partite di campionato. Quattro vittorie, di cui tre sul campo (contro Cagliari, Spezia, Sampdoria) e una a tavolino con il Napoli. In Champions, tre vittorie contro Dinamo Kiev e Ferencvàros, e la sconfitta in casa contro un Barcellona non al top. Considerando il calendario e le sfide non proibitive, ci si aspettava molto di più dalla squadra di Andrea Pirlo. Probabilmente l’assenza di Cristiano Ronaldo impedisce alla Juventus di risolvere le partite più complicate (1.20 punti di media senza il portoghese), ma i cambiamenti tattici e la mancanza di personalità sembrano avere un peso maggiore nelle difficoltà dei bianconeri.

Le incognite tattiche di Pirlo e la mancanza di leadership

Le prestazioni della Juventus sono state altalenanti tanto nei risultati quanto nel gioco. Sicuramente questo inizio di campionato per Pirlo, come per altri allenatori di Serie A, è stato complicato a causa del poco tempo a disposizione per preparare la stagione. La rivoluzione tattica e l’inesperienza di Pirlo come allenatore hanno fatto il resto. Ma non c’è più tempo per gli alibi.

Le prime accuse rivolte all’allenatore bianconero riguardano la disposizione in campo dei giocatori e i continui cambi tattici. Il gioco liquido, spiegato da Pirlo nella sua tesi a Coverciano, non è ancora stato ben assimilato dai calciatori. Dalla costruzione a tre alla difesa a quattro, dal doppio mediano al regista Arthur, dagli esterni alti ai due trequartisti: sono stati questi tutti i meccanismi provati da Pirlo, ma nessuno di questi sembra la soluzione definitiva. Inoltre, il costoso ringiovanimento non sta portando i risultati sperati, anzi evidenzia la mancanza di personalità dei giovani in assenza di leader come Chiellini, Bonucci e Ronaldo.

L’assenza di una guida forte nei momenti complicati delle partite è il secondo capo d’imputazione rivolto all’allenatore bianconero. Il suo atteggiamento calmo e pensieroso è ormai noto a tutti, ma anche alla Juventus in alcuni momenti c’è bisogno di carisma e di indicazioni decisive da bordocampo. Se in passato abbiamo visto Allegri gettare via il cappotto, adesso sulla panchina juventina ad agitarsi sono il vice allenatore di Pirlo, Tudor, e i suoi collaboratori, come Baronio. Le idee propositive di Pirlo sono state ben accolte dai giocatori, ma nella pratica il tecnico non sembra ancora in grado di far sentire la sua voce. Soprattutto in fase di costruzione e in attacco, alcuni giocatori come Dybala e Kulusevski sembrano non aver chiaro cosa voglia da loro l’allenatore. Allo stesso modo, anche i centrocampisti non verticalizzano rapidamente e non difendono in modo aggressivo. Cristiano Ronaldo non può rappresentare l’unica soluzione alle difficoltà della Juventus e Pirlo non ha molto tempo per risolvere i problemi dei bianconeri.

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