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Leggende bianconere

Leggende bianconere: Roberto Bettega, una vita per la Juventus

Tredici stagioni alla Juventus da giocatore, la seconda vita da dirigente e un mondiale da protagonista

Considerato uno dei più completi e talentuosi attaccanti del calcio italiano e mondiale – nonostante la tubercolosi combattuta da giovane e il grave infortunio giunto all’apice della carriera che lo costrinse a saltare i Mondiali di Spagna ’82 – Roberto Bettega ha scritto una pagina indelebile nella storia della Juventus.

Roberto Bettega: la storia

Figlio di un operaio FIAT, Roberto Bettega ha vissuto tutta la trafila delle giovanili in maglia Juventus, per poi conquistare la prima squadra nella Serie A 1970/71 dopo essere stato mandato in prestito in B al Varese, vincendo campionato e classifica marcatori a soli 19 anni. Il debutto in Serie A avvenne il 27 settembre 1970 al Cibali di Catania, dove il giovane attaccante segnò il gol del definitivo 0-1.

Con la Juventus Bettega si impose subito realizzando 13 reti in Serie A – e 22 in totale al suo primo anno – e vincendo sette dei tredici campionati disputati in bianconero, con 129 reti complessive nella massima serie che gli valgono il terzo posto nella classifica dei marcatori della Juventus di tutti i tempi, dietro solo a Giampiero Boniperti e Alessandro Del Piero.

Nel 1971/72 dopo un ottimo avvio in cui siglò 10 reti nelle prime 14 partite – tra cui la spettacolare doppietta al Milan – dovette fermarsi a causa di un principio di tubercolosi che lo affliggeva ormai da anni e che lo tenne lontano dai campi per tutto il resto della stagione.

Ambidestro e forte di testa, Bettega segnò 27 reti tra Coppa delle Fiere, Coppa dei Campioni e Coppa Uefa, che vinse nel 1976/77 in finale con l’Athletic Bilbao realizzando il decisivo 1-2. Al rientro dopo il brutto infortunio rimediato nella Coppa dei Campioni del 1981, Bettega disputò la sua ultima gara in bianconero perdendo la finale di Coppa dei Campioni 1982/83 contro l’Amburgo, prima di trasferirsi per un biennio in Canada con la maglia dei Toronto Blizzard.

Entrò nella dirigenza della Juventus nel 1994 come vicepresidente, nominato da Umberto Agnelli; lasciata la carica in seguito allo scandalo “Calciopoli” dal quale uscì con l’assoluzione, tornò nello staff dirigenziale nel 2009 sotto la presidenza Blanc. Successivamente, il neopresidente Andrea Agnelli lo sostituì con il direttore generale Giuseppe Marotta.

Roberto Bettega: il palmares

Bettega ha dedicato la sua intera carriera alla Juventus, con la quale vinse molto da giocatore, soprattutto in patria, e poi da dirigente. Si aggiudicò come riconoscimento individuale sia il titolo di capocannoniere sia in Serie A (1979/80) che in Serie B nell’unica parentesi in prestito all’esordio a Varese, 1969/70) e venne inserito nella All Star XI del Mondiale di Argentina 1978.

7 Campionati Italiani

1 Coppa Italia

1 Coppa Uefa

Roberto Bettega: la carriera in nazionale

Bettega ha esordito con la maglia azzurra nel giugno del 1976 in un incontro valido per le qualificazioni all’Europeo di Jugoslavia contro la Finlandia. Proprio contro i finlandesi, a due anni di distanza, segnò un poker nelle qualificazioni ai mondiali del 1978, eguagliando il record di Gigi Riva, Alberto Orlando, Francesco Pernigo, Omar Sivori e Carlo Biagi, di reti segnate in una singola partita in nazionale. Proprio nel Mondiale di Argentina ’78, che si concluse con il terzo posto degli azzurri, Bettega ebbe il suo apice con l’Italia tanto che venne inserito nella All Star XI della competizione. L’infortunio sofferto nell’81 costrinse invece Bettega a rinunciare al Mondiale di Spagna ’82, che l’Italia conquistò in finale contro la Germania Ovest.

Roberto Bettega tornò a vestire l’azzurro solo nel match di qualificazione a Euro ‘84 contro la Romania del 16 aprile 1983 che segnò allo stesso tempo l’addio alla nazionale. Con l’Italia ha collezionato in totale 42 presenze realizzando 19 gol.

Roberto Bettega: alcune curiosità

Roberto Bettega venne soprannominato “Bobby Gol per la sua sintonia con la porta e poi “Penna Bianca”, per l’imbiancarsi dei capelli ancora in giovane età.

Prima di ricoprire l’incarico dirigenziale, Bettega lavorò come opinionista e commentatore: fu il primo commento tecnico di un (ex) calciatore, accanto al giornalista Albertini nella finale di Coppa Intercontinentale 1985 tra Juventus e Argentinos Jrs.

Successivamente, da dirigente, si occupò soprattutto dei rapporti tra squadra e dirigenza nonché del mercato estero, mettendo gli occhi su un giovane centrocampista del Bordeaux di nome Zinedine Zidane.

A lui è stato dedicato dal 2002 al 2015 il nome dell’“Estadio Roberto Bettega” di Asunciòn, in Paraguay.

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