Maurizio Sarri allenamento Juventus
Interviste

Sarri e la ripartenza: “L’assenza del pubblico può cambiare le cose”

L’allenatore bianconero, Maurizio Sarri, a pochi giorni dal ritorno in campo, racconta come si avvicina la Juve alla ripresa

Si torna in campo, tre mesi dopo lo stop. Come sta vivendo la Juventus le giornate che precedono un restart unico nella storia? Lo racconta mister Sarri che fa il punto generale sulla situazione attraverso il sito ufficiale della squadra. Dalla preparazione atletica, al calciomercato, passando per le gare a porte chiuse e la ripresa della Champions League.

“Nessuno staff in questo momento sa a che punto sia la preparazione. Intanto, perché arriviamo da un’interruzione anomala, più lunga del normale. Solitamente i giocatori anche in vacanza restano attivi, mentre stavolta per sessanta giorni, a parte piccole attività svolte in casa, sono stati fermi”. Una situazione unica per l’allenatore bianconero, che si dice comunque soddisfatto dei suoi giocatori ritornati ad allenarsi: “Una situazione che non ci dà nessuna certezza, anche perché non abbiamo ovviamente disputato amichevoli. Io sono soddisfatto di quello che ho visto in questi giorni in allenamento, ma il riscontro della partita è differente“.

Il metodo di lavoro di questo periodo

“Il rischio di infortunio è altissimo, poiché c’è stata decadenza muscolare per tutti. Noi abbiamo optato per un sistema di carichi crescenti, ma inferiori rispetto a quelli che solitamente facciamo in estate. L’altra incognita sarà la prossima stagione, dato che non potremmo fare grandi richiami di preparazione”.

La sfida di Coppa Italia contro il Milan

Un punto sulla gara di Coppa Italia di venerdì 12 giugno contro il Milan: “Abbiamo la fortuna di giocare per tre obiettivi, che verranno disputati separatamente: può essere vantaggioso, per concentrarci meglio. La Coppa Italia? Il Milan ci ha sempre creato problemi quest’anno, il risultato dell’andata non ci garantisce nulla, quindi sarà una partita molto aperta”.

Importante per Maurizio Sarri sarà la motivazione dei propri giocatori. “Ogni giocatore ha vissuto questo periodo in modo diverso, non sono comunque stati giorni di riposo ma di stress, visto quello che è successo. Adesso il punto sarà capire che motivazioni ognuno ha dentro sé stesso”.

Le partite a porte chiuse

Tornare alla normalità non è una cosa semplice, come non lo è giocare a porte chiuse, senza il proprio pubblico, senza l’incitamento dei propri tifosi. Giocare a porte chiuse non è una sensazione bellissima, ma la forza di una squadra sta nel sapersi estraniare dalle condizioni ambientali. Anche a livello di ritmo potrebbe cambiare qualcosa, l’assenza del pubblico può cambiare le cose, anche se spesso quella dei ritmi lenti è più un’impressione che si ha dalla tv, dovuta al silenzio”.

Obiettivo scudetto e Champions League

Non poteva mancare da parte di Sarri uno sguardo al discorso scudetto: “In questa situazione non si può parlare di favoriti per lo Scudetto, perdere punti è un rischio per tutti. Per quanto riguarda piani b o piani c: l’importante è concludere la stagione, e se la situazione sanitaria lo consente, dovremo rivedere i protocolli, evitando quarantene, per arrivare alla fine del campionato”.

Sulla ripresa della Champions League e la gara contro il Lione: “Meglio giocare una partita dopo cinque mesi di inattività o alla fine di un lungo ciclo ravvicinato? Per esperienza dico che giocare dopo una lunga sosta non ha grosse conseguenze nell’immediato”.

Le condizioni di Ronaldo, Dybala e il centrocampo bianconero

Fisicamente Ronaldo sta bene, logicamente gli mancano le sensazioni del campo, ma le risposte in allenamento sono buone, ed è una bella cosa, perché da lui passano i nostri obiettivi dei prossimi tre mesi. Dybala? Un giocatore fenomenale, il punto è far coesistere lui e Cristiano in campo, perché non è semplice farli giocare insieme. Ma quando due giocatori hanno qualità del genere, e possono fare la differenza in qualsiasi momento, è il resto della squadra a doversi adattare. E’ bello avere questo tipo di difficoltà”.

Sul centrocampo della Juventus: “Ho trovato Pjanic molto meglio di come lo ho lasciato. Lui si deve convincere che è un grande giocatore, che può sbagliare una partita o due, ma poi rialza la testa e non perde fiducia e convinzione. Ha fatto un buon percorso e in questi allenamenti lo ho visto molto bene. Khedira è un calciatore di un’affidabilità e di un’intelligenza, umana e calcistica, straordinarie. Non può ovviamente essere al top, anche se è cresciuto molto, ma di lui un allenatore non può fare a meno. Le cinque sostituzioni – per me una decisione giusta in questo momento – ci aiuteranno a farlo crescere di condizione”.

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