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Leggende bianconere

Leggende bianconere: David Trezeguet, un bomber di altri tempi

La carriera di Trezeguet è piena di titoli, tanti gol e un amore verso la Juventus così grande da seguirla in Serie B e diventare una bandiera

Grazie ai suoi gol, David Trezeguet è diventato una leggenda della Juventus entrando nel cuore dei tifosi bianconeri, tanto da venir soprannominato Trezegol. Negli ultimi 16 metri c’erano pochi attaccanti come lui: poteva segnare di destro, sinistro, in acrobazia ma soprattutto di testa sfruttando i suoi 190 centimetri. Con Alex Del Piero ha formato la coppia più prolifica della storia juventina e verrà ricordato per sempre il sacrificio che ha fatto scendendo nell’inferno della Serie B dopo Calciopoli.

David Trezeguet: la storia

Nasce in Francia, a Rouen, il 15 ottobre del 1977 da genitori argentini, il padre era un calciatore e dopo tre anni nel club della città tornano in Argentina. Trezeguet è riuscito ad entrare nelle giovanili del Platense a 16 anni. Due anni dopo torna in Francia con la maglia del Monaco e nel 1997 esordisce con la prima squadra, vincendo nella stagione 1999/00 il campionato francese in coppia con Henry.

La Juventus lo nota grazie ai suoi 62 gol in 125 partite al Monaco e nell’estate del 2000 lo acquista per 45 miliardi di lire. Appena arrivato, Ancelotti gli preferisce Inzaghi e Del Piero ma a fine stagione riesce a ritagliarsi il suo spazio diventando il miglior marcatore bianconero in campionato con 14 reti. L’anno successivo è quello della svolta: Inzaghi viene ceduto e Lippi prende il posto di Ancelotti in panchina, in questo modo Trezeguet diventa titolare al fianco di Del Piero, creando una coppia inimitabile. A fine stagione vince campionato e classifica marcatori – a pari merito con Hübner con 24 gol, tutti su azione: era dai tempi di Platini che un calciatore della Juventus non vinceva Scudetto e il titolo di capocannoniere.

Nella stagione successiva, iniziano i primi problemi fisici per il francese e il rigore sbagliato in finale di Champions League – contro il Milan a Manchester – rimarrà una delle note stonate della sua carriera in bianconero. Nel 2004 vive il finale di stagione da separato in casa a causa della sua situazione contrattuale e della voglia di cambiare squadra ma in estate arriva Capello che lo convince a rimanere puntando forte su di lui. La fiducia del mister viene ripagata segnando quattro gol nelle prime tre partite prima di infortunarsi alla spalla ma il suo gol contro il Milan a San Siro – su assist di rovesciata di Del Piero – sigla la vittoria dello Scudetto.

Il 14 settembre 2005 segna il suo centesimo gol con la maglia bianconera, contro il Bruges in Champions League, superando Platini e Charles e a fine stagione – dopo lo scandalo Calciopoli – decide di rimanere alla Juventus anche in Serie B, entrando definitivamente nel cuore dei tifosi bianconeri. Quando torna in Serie A, segna 20 gol, uno in meno di Del Piero che vince il titolo di capocannoniere.

Seguiranno un paio di stagioni anonime in Serie A della Juventus, a causa della ricostruzione in atto. La sua avventura termina nel 2010 dopo 320 partite e 171 gol, che lo rendono il miglior marcatore straniero dei bianconeri.

La sua parte finale di carriera la passa a giro per il mondo: inizialmente firma per l’Hércules in Spagna, poi al Baniyas negli Emirati Arabi Uniti e infine decide di tornare in Argentina nel River Plate e Newell’s Old Boys. Finisce la sua carriera – con 265 gol in 538 partite – in India nel Pune City nel 2014.

David Trezeguet: il palmares

Nonostante i dieci anni passati in bianconero, i titoli di Trezeguet sono meno di quelli che ci si può aspettare. A livello personale, viene premiato nel 2002 agli Oscar del calcio AIC come miglior straniero in campionato e miglior giocatore in assoluto.

4 Campionati italiani (di cui due revocati dopo Calciopoli)

2 Supercoppe italiane

1 Campionato di Serie B

I successi più importanti arrivano con la nazionale, con cui riesce ad alzare al cielo il Mondiale di Franca ’98 e l’Europeo disputato in Belgio e Paesi Passi nel 2000, segnando il gol decisivo nella finale contro l’Italia.

David Trezeguet: carriera in Nazionale

Con la Francia vince tutto, a partire dalle giovanili con il Campionato del mondo Under 18 del 1996. Esordisce con la Nazionale maggiore il 28 gennaio 1998 nell’amichevole vinta 1-0 contro la Spagna. Viene convocato ai Mondiali dello stesso anno e decide il match negli ottavi di finale contro il Paraguay grazie ad un suo assist. Non entra però in campo nella finale vinta 3-0 contro il Brasile.

Agli Europei del 2000 viene sovrastato nelle gerarchie dalla coppia Henry-Anelka. Gioca 135 minuti in tutta la competizione ma sfrutta al meglio la sua occasione nella finale contro l’Italia: prima fa l’assist a Wiltord per il gol del pareggio e poi sigla il golden gol al minuto 102 del primo tempo supplementare, facendo trionfare la Francia.

Anche ai Mondiali 2006 non è la prima scelta di Domenech che gli concede solo tre presenze e anche in questa competizione entra dalla panchina contro l’Italia ma l’esito è totalmente diverso: si presenta davanti a Buffon come secondo rigorista e spara il pallone sulla traversa. Errore decisivo per il trionfo della squadra azzurra.

Quando non viene convocato per gli Europei del 2008 e Domenech viene confermato sulla panchina dei Blues, decide di lasciare la Nazionale con 71 presenze e 34 reti, nella top five dei marcatori di sempre nella storia francese.

David Trezeguet: alcune curiosità

Quando nel 1995 Trezeguet torna in Francia, fa un provino con il Paris Saint-Germain ma solo dopo un mese fu bocciato, dicendogli che esistono tanti mestieri nel mondo ma che il suo non è quello del calciatore. Una svista enorme da parte dei dirigenti parigini ma Wenger, grande conoscitore di calcio, non si è fatto scappare l’occasione e lo porta subito al Monaco. Ma anche qui l’inizio non è semplice perché i suoi documenti non sono in regola e i permessi di soggiorno tardano ad arrivare e così per qualche tempo sarà un irregolare in Francia. “Ho imparato presto a reagire allesofferenze”, dirà lo stesso calciatore successivamente.

Nel 2006 – dopo i Mondiali – Nedved, Buffon, Camoranesi, Del Piero e anche Trezeguet si sono riuniti per decidere il loro futuro: “Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo subito capiti, tutti ci sentivamo legati alla società e dovevamo riportarla subito in Serie A”.

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