Sarri delusione Coppa Italia
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Juventus, cosa non ha funzionato nelle partite di Coppa Italia

La Juventus sembrava la squadra più in forma dagli allenamenti ma lo scontro con le partite ufficiali è stato duro. Gli aspetti da valutare sono molteplici

Sono passati solamente tre mesi dall’ultima partita ufficiale ma sembra una Juventus completamente diversa. Era normale aspettarsi una ripartenza lenta a causa dello stop di tutte le attività fisiche ma nelle due partite di Coppa Italia i giocatori bianconeri hanno dimostrato di non essere pronti per questo finale di stagione concentrato in due mesi.

Una squadra senza idee né gioco

La prima osservazione che viene spontanea è che il bel gioco non c’è. Durante tutta la stagione la Juventus non ha brillato in modo continuo ma le partite con Milan e Napoli hanno dimostrato una mancanza totale di idee. Nel ritorno della semifinale contro i rossoneri, i giocatori di Sarri si sono visti la strada spianata per le due ingenuità di Conti e Rebic ma non hanno saputo sfruttare le occasioni prima sbagliando il rigore e successivamente non dominando la partita e chiudendola subito. La Juventus ha ottenuto solo il 58% di possesso palla e non ha mai creato pericoli veri alla porta difesa da Donnarumma.

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Con il Napoli, la squadra ha giocato sulle fasce tentando spesso i cross ma non è la strategia migliore quando in area c’è Dybala e le mezzali si inseriscono poco. C’è stato tanto giro palla sterile tra i quattro difensori e quando i giocatori non trovavano spazio, tentavano di saltare l’avversario e non di superare la difesa avversaria con combinazioni strette. Tutte queste problematiche hanno portato a un dato inquietante: zero gol in 180 minuti.

Cali fisici e cambi impalpabili

In entrambi i primi tempi delle due partite la Juventus sembrava aver un ritmo completamente diverso. Pressava alto, giocava palla a terra e non subiva contropiedi. Rientrati nel secondo tempo, i giocatori hanno dato l’impressione di essere rimasti negli spogliatoi. Si è notato un enorme calo fisico con la squadra molto lunga che non riusciva più a tenere alta la linea come nella prima frazione di gioco. Contro il Milan ha rischiato in due occasioni con il colpo di testa di Calhanoglu e di Kjaer, in finale ci hanno provato prima Milik e Insigne e poi un miracoloso Buffon ha impedito al Napoli di portare a casa la coppa nei tempi regolamentari.

Il modo per dare una svolta alla partita è solitamente con la panchina che spesso ha dato una mano alla Juventus. Stavolta però i cambi sono stati inutili o addirittura hanno peggiorato la situazione. L’emblema è Bernardeschi: entrato in campo al 62′ in semifinale, non ha dato il supporto che Sarri si aspettava con la sua forza fisica e velocità mentre contro il Napoli ha regalato un calcio d’angolo al 92′ che poteva costare veramente caro. Inoltre la Juventus sente la mancanza di un vero attaccante come Higuain che è acciaccato e fuori forma e senza di lui Sarri non ha cambi incisivi dalla panchina.

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Ronaldo fuori forma

Probabilmente siamo stati abituati al fatto che Cristiano Ronaldo sia una macchina e non un uomo. Si pensava che al rientro potesse dare quella esplosività e forza fisica che avrebbe sbaragliato le difese avversarie. Invece è lampante che il fenomeno portoghese non sia nelle condizioni ottimali. Ciò non si evince tanto dal rigore sbagliato ma dalla lentezza nei suoi allunghi: contro i rossoneri viene recuperato da Romagnoli che è dietro di lui di qualche metro mentre contro i partenopei viene assistito da Dybala in modo perfetto ma si fa anticipare nettamente da Meret. Due situazioni che fanno capire quanto Ronaldo debba lavorare per tornare alla forma fisica giusta per aiutare la Juventus a vincere lo Scudetto ma soprattutto la Champions League.

L’unica nota positiva di queste due partite sono gli zero gol subiti. In questa stagione i bianconeri prendevano troppi gol e soprattutto in modo molto ingenuo. Questi due match hanno dimostrato la solidità della difesa juventina ma ciò deve essere la base per ripartire e mantenere la prima posizione in campionato.

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