Dino Zoff Leggenda Juventus
Leggende bianconere

Leggende bianconere: Dino Zoff, un campione senza tempo

La carriera e il palmares di Dino Zoff, ex portiere italiano e colonna portante della Juventus e della Nazionale italiana, mito del calcio italiano e mondiale

Conosciuto in tutto il mondo come uno dei portieri più forti della storia del calcio, Zoff ha vestito quattro maglie in Italia: quelle di Udinese, Mantova, Napoli e Juventus. Prima di intraprendere la carriera da allenatore e dirigente sportivo, il portiere italiano ha dimostrato a tutti di essere uno dei migliori nel suo ruolo. Milita nella Juventus dal 1972 al 1983, diventando capitano, leader e titolare inamovibile della squadra bianconera.

La sua carriera è ricca di successi sia con la Juventus che con la maglia della Nazionale. Zoff disputa oltre 750 partite in carriera affermandosi come simbolo del calcio italiano. Idolo di grandi e bambini, resterà per sempre una leggenda del calcio per le sue doti tecniche ma anche per la sua grande professionalità e serietà. È stato un portiere di grande affidabilità, molto bravo tra i pali ma anche nelle uscite, sia basse che alte. Simbolo della Juventus e dell’Italia, Zoff è stato prima di tutto un grande atleta che ha mantenuto un’ottimale condizione fisica per tutta la carriera.

Dino Zoff la storia

Dino Zoff nasce a Mariano del Friuli, il 28 febbraio 1942, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Cresce calcisticamente nella squadra del proprio paese per poi trasferirsi – all’età di 19 anni – all’Udinese. Con i friulani esordisce in Serie A, il 24 settembre 1961 in Fiorentina-Udinese terminata 5-2. Non inizia al meglio la carriera di Zoff tra i pali, ma l’estremo difensore italiano saprà come rifarsi.

La stagione dopo diviene il portiere titolare dell’Udinese in Serie B, ma – l’anno successivo – ritorna nella massima Serie Italiana passando al Mantova per 30 milioni di lire. Spodesta il più esperto Santarelli dal ruolo di titolare e – in quattro stagioni in Lombardia – colleziona 131 presenze. Nel 1967 – dopo un lungo corteggiamento del Milan – Zoff passa al Napoli per 120 milioni di lire più il cartellino di Claudio Bandoni. All’ombra del Vesuvio, il portiere mostra tutte le sue abilità e getta le basi per il suo glorioso futuro.

Con i partenopei, Zoff gioca 143 gare in cinque stagioni stabilendo i suoi primi record: nel 1970/71 concede solamente 18 gol in 30 partite, tenendo la porta inviolata per le prime sei giornate, per un totale di 590 minuti di imbattibilità. Nell’estate del 1972 – all’età di 30 anni – Zoff si trasferisce dal Napoli alla Juventus, dove si afferma finalmente nel panorama mondiale. Rimane ben 11 stagioni a Torino, durante le quali vince numerosi trofei e riconoscimenti personali.

Dino Zoff è nella top ten della classifica di presenze in bianconero all-time con 476 gettoni, sei in meno di Roberto Bettega. Con la maglia della Juventus, si farà conoscere per il suo alto e costante rendimento che lo renderà uno degli estremi difensori più forti – se non il più forte – di quel periodo. Dal 1972 al 1983, il portiere italiano vince ben nove titoli con la Vecchia Signora, senza mai saltare una partita di campionato con la Juventus. Gioca per 330 gare consecutive in Serie A e stabilisce il record di imbattibilità nella massima serie italiana a girone unico, non subendo reti per 903 minuti consecutivi.

Con 570 partite giocate in Serie A, Dino Zoff si colloca tra i primi dieci nella speciale classifica di presenze all-time del nostro campionato. Una della sue ultime partite della sua carriera è la brutta sconfitta in finale di Coppa dei campioni contro l’Amburgo per 1-0. Questo è uno dei pochi trofei che manca nella bacheca personale di uno dei portieri più forti che il mondo del calcio abbia mai conosciuto. Zoff si ritira dal calcio giocato il 2 giugno 1983, all’età di 41 anni ammettendo a tutto il mondo: “Non posso parare anche l’età”. Ricoprirà il ruolo di allenatore dei portieri della Juventus ma si dimetterà dopo due anni.

Dino Zoff: il palmares

Con la Juventus, Zoff vince numerosi trofei ed altrettanti riconoscimenti personali. L’unico rimpianto è quello di non aver vinto la Coppa dei Campioni. Tra i riconoscimenti individuali , è stato inserito per due volte nella Top 11 degli Europei e anche in quella dei Mondiali vinti nel 1982 in Spagna. È stato nominato Golden Player dalla FIGC nel 2004 e – nello stesso anno – è stato inserito nella lista FIFA 100, contenente 125 nomi considerati i più forti calciatori viventi al momento della stesura.

6 Campionati italiani

1 Coppa Uefa

2 Coppe Italia

Dino Zoff: la carriera in Nazionale

Per capire l’importanza di Dino Zoff anche in Nazionale basta un dato: l’estremo difensore è l’unico giocatore italiano ad aver vinto sia gli Europei che i Mondiali. Esordisce con gli azzurri all’età di 26 anni, il 20 aprile 1968, durante una partita di qualificazione ad Euro 1968 contro la Bulgaria. In estate Zoff, vince il Campionato Europeo da titolare battendo la Jugoslavia in finale. Questo rimane sin qui l’unico Europeo conquistato dalla nostra Nazionale.

Zoff rimane nell’ombra di Enrico Albertosi – portiere del Cagliari campione d’Italia – durante il Mondiale del 1970 in Messico, in cui il portiere friulano fa la riserva. Dopo un’amichevole con la Spagna disputata il 20 febbraio 1971, Dino Zoff conquista ufficialmente il posto da titolare tra i pali della Nazionale. Resterà numero 1 incontrastato degli azzurri fino al 1983. Scende in campo per i Mondiali del 1974 giocati in Germania Ovest dove – però – l’Italia delude uscendo al primo turno.

Nel 1978, in seguito al ritiro di Giacinto Facchetti, Zoff diventa capitano della Nazionale affermandosi ulteriormente come leader e uomo squadra. Il portiere italiano gioca anche il Mondiale del 1978 in Argentina, concluso per gli azzurri in semifinale contro i Paesi Bassi. Negli Europei del 1980 in Italia, la Nazionale e Zoff devono nuovamente accontentarsi del quarto posto. L’ultima competizione disputata da Zoff con la maglia azzurra fu anche la più importante.

Nell’estate del 1982 si giocano i campionati Mondiali in Spagna. L’Italia trionfa in territorio spagnolo battendo in finale i rivali della Germania Ovest per 3-1 e Zoff – capitano azzurro- alza al cielo la Coppa del Mondo a 40 anni. Il 29 maggio dell’anno successivo, gioca la sua ultima partita con la Nazionale contro la Svezia persa 2-0 e valida per le qualificazioni a Euro 1984. Questa partita rimane l’ultima della splendida carriera del portiere friulano. Zoff è tra i primi dieci giocatori per presenze con l’Italia, con 112 partite giocate. Detiene anche il record di imbattibilità con gli azzurri – 1142 minuti – ed è il primo calciatore italiano ad aver raggiunto quota 100 presenze con la Nazionale.

Dino Zoff: alcune curiosità

Il duello con Gianluigi Buffon per chi è stato il miglior portiere italiano della storia rimane e rimarrà ancora acceso per molti anni. Tra i vari riconoscimenti personali, Zoff  occupa la 47ª posizione nella classifica dei migliori calciatori del ventesimo secolo, pubblicata dalla rivista Word Soccer. Nel 2004 è stato inserito dalla Golden Foot nella lista delle “Leggende del calcio”. Il portiere friulano fa parte – dal 2012 – inoltre della Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Veterano italiano.

Tre anni più tardi, è stato inserito nella Walk of Fame dello sport italiano nella categoria Leggende. Negli anni, Zoff ha ricevuto anche molte onorificenze. Nel 1982 è divenuto Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana. Il 12 luglio 2000, è stato nominato – sempre dal Presidente della Repubblica – Grande Ufficiale Ordine al merito della Repubblica italiana. Nel 2017, ha ricevuto il Collare d’oro al Merito Sportivo. Il 2 ottobre 2003, l’estremo difensore italiano si è laureato in Scienze motorie e sportive al’università di Cassino.

A 40 anni, Dino Zoff è il calciatore più anziano ad aver vinto un Mondiale. Da allenatore ha vinto una Coppa Italia e una Coppa UEFA entrambe con la Juventus nella stagione 1989/90. Nel 1998 Zoff subentra a Cesare Maldini diventando ct della Nazionale. Guida l’Italia agli Europei del 2000 in Belgio e Paesi Bassi, conducendo gli azzurri ad un passo dalla vittoria. Le speranze italiane si spengono ai tempi supplementari della finale contro la Francia a causa del golden goal di Trezeguet.

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